lunedì 19 marzo 2012

Inaugurazione Gruppo Alpini Brugherio

Il Coro ANA di Milano "Mario Bazzi" avrà il piacere di aprire le giornate dedicate all'inaugurazione del neo-costituito Gruppo Alpini di Brugherio della Sezione ANA di Milano.
L'appuntamento è per sabato 24 marzo 2012 alle ore 21 presso il Salone Benedetto XVI della parrocchia San Paolo di Brugherio (ingresso libero fino ad esaurimento posti). 
Il Coro proporrà alcune delle più belle canzoni del proprio repertorio. Proponendo un percorso musicale unico, capace di mutare di concerto in concerto. Dai canti popolari di migrazione come "Mamma mia dammi cento lire" ad intensi canti di lavoro delle mondine con "O cara mama", per poi attingere alla migliore tradizione alpina e di montagna con canti come "Il testamento del Capitano". 
Il percorso musicale-narrativo che da tempo è binomio essenziale di ogni nostro programma sarà capace, siamo certi, di condurvi attraverso i racconti popolari, di lavoro, di migrazione e dei nostri alpini, tra i più veri e toccanti. Un viaggio nel canto: perchè un viaggio inizia con un racconto, si sviluppa in un percorso per terminare con un ricordo ed un canto.

sabato 17 marzo 2012

Concerto a Cantù 17 marzo 2012

Il Comitato 17marzo chiude le iniziative di celebrazione dei 150 anni dell'Unità d'Italia con il concerto del Coro ANA di Milano "Mario Bazzi" di questa sera alle ore 21:00 presso la sala Zampese della Cassa Rurale e Artigiana di Cantù e il profilo storico dell'Italia dal Risorgimento al 1915 raccontato dallo storico e politologo Giorgio Galli.

Dettagli e Programma


martedì 14 febbraio 2012

Biografia Mario Bazzi

"Bazzi ha insegnato come deve essere vissuta la coralità, che il fatto del cantare porta oltre l’amicizia e va verso la fratellanza..."

Nacque il 13 marzo 1910, in una famiglia di Cassano d'Adda con l'alpinità nel proprio DNA. Il padre Giulio, ufficiale alpino pluridecorato, nel 1919 fu tra i fondatori dell'Associazione Nazionale Alpini.
Mario, si laureò in chimica e farmacia all’Università di Pavia. Nel 1935 partecipò al corso Allievi Ufficiali di Bassano del Grappa. Svolse il servizio di prima nomina al 5° Alpini, come il padre, e subito si iscrisse all'Associazione Nazionale Alpini.
Stimato e intelligente dirigente di azienda chimica fu fra i formulatori di numerosi prodotti che hanno ancora oggi largo consumo (fra i più conosciuti la “Ovomaltina” e il “Citrosil”).
Contro la sua volontà, nel 1940 non fu richiamato in servizio attivo, perché impiegato in essenziali incarichi in una industria di primario interesse strategico.

Nel 1962 rifondò il Gruppo Alpini di Cassano d’Adda. Venne eletto più volte consigliere della Sezione ANA di Milano fino a diventarne Vice Presidente.

Per le indubbie ed eclettiche capacità venne nominato direttore del periodico sezionale milanese “Veci e Bocia” dal 1975 al 1982, quando poi la direzione passò a Vitaliano Peduzzi perché Mario Bazzi venne chiamato ad assumere l’incarico più prestigioso e oneroso di direttore de “L’Alpino” subentrando ad Aldo Rasero. Mantenne questa carica fino all’aprile 1985 cercando di rinnovare la stampa alpina che a suo avviso “deve svolgere un vero e proprio compito civile e sociale assumendo pertanto una spiccata impronta formativa” ed “esprimere interpretazioni, giudizi, consensi, dissensi sui grandi temi nazionali visti in un'ottica di esclusiva italianità al di sopra delle fazioni e delle parti, fedele a quei principi morali e spirituali ai quali l'ANA si ispira e si è sempre ispirata”. Cedette la direzione de L'Alpino per "alcune... divergenze di vedute", come poi scriverà il Presidente nazionale allora in carica Leonardo Caprioli.
Mario Bazzi fu per trent'anni il Presidente del Coro ANA di Milano che, sotto la direzione artistica di Massimo Marchesotti dal 1973, diventa uno dei gruppi corali più apprezzati facendo conoscere, in Italia e all’estero, oltre ai canti nati e rielaborati durante le guerre, anche quelli popolari provenienti dall’area lombarda.
E' stato tra i promotori dell'iniziativa di costituzione dei Cori Alpini in Armi, conosciuti come Cori di Brigate Alpine avvenuto nel 1979 con la rassegna di Merano.
Gli interventi e le presentazioni di Bazzi durante i concerti del Coro restano esemplari per noi che li abbiamo ascoltati e partecipati. 
Curerà il nostro, e suo amatissimo, Coro sino alla sua "andata avanti" il 25 febbraio 1997.

Come scrisse Massimo Marchesotti: “Bazzi ha insegnato come deve essere vissuta la coralità, che il fatto del cantare porta oltre l’amicizia e va verso la fratellanza. Ha voluto che il Coro fosse affidato alla mie mani offrendomi amicizia fraterna e fiducia”.

Riposa nella cappella di famiglia a Cassano accanto al padre Giulio ed al cugino di secondo grado, l’amato “zio” data la differenza di età, il Maresciallo d’Italia Emilio De Bono.

Nel quindicesimo anniversario dalla sua scomparsa, il Coro ANA di Milano rende omaggio alla figura del compianto Presidente assumendo la denominazione di:

Coro ANA Milano "Mario Bazzi"

(cit. libere dal testo di Giuseppe Semprini presente sul sito web ANA Milano)



lunedì 13 febbraio 2012

Il Coro ANA Milano viene intitolato a Mario Bazzi

Riportiamo integralmente il passaggio della Relazione del Presidente Paolo Ghioldi nel corso dell'Assemblea del Coro ANA di Milano tenuta il giorno 11 febbraio 2012:

"Per non dimenticare Mario Bazzi, l'Uomo, l'Amico, il Presidente, in accordo con le autorità dell'Associazione Nazionale Alpini, con il Direttore Artistico Massimo Marchesotti, ed il Consiglio Direttivo del Coro, voglio segnalare formalmente questo momento così carico di affetto ed amicizia nei suoi e nei vostri confronti con un annuncio che in qualche modo cambia, seppur di poco, la nostra storia, creando contestualmente lustro al Coro. 
Dalla data odierna il Coro ANA Sez. di Milano, si fregia del titolo di 
ASSOCIAZIONE CORO ANA MILANO "MARIO BAZZI"
Un gesto quanto mai doveroso verso il Presidente che ha fatto la storia di questo nostro Coro, un gesto verso un grande alpino ed un grande uomo, che è stato e sarà sempre nel nostro cuore !"
Paolo Ghioldi
Presidente del Coro ANA sez. di Milano "Mario Bazzi"


martedì 17 gennaio 2012

Corso di Musica Popolare con Massimo Marchesotti

L’interesse sempre maggiore per le ricerche dedicate alla cultura popolare che indaga attraverso la conoscenza della tradizione orale delle nostre regioni italiane e, considerata per molto tempo priva di impegno artistico, è un fenomeno relativamente recente.
Ciascuna regione dispone di un patrimonio inestimabile, caratterizzato da proprie cifre stilistiche, linguistiche, formali e musicali.
E’ in questa prospettiva che il Corso dedicato alla Cultura Popolare, propone un cammino che si snoda fra tradizione e innovazione, ovvero nel segno del recupero, tramite la raccolta e lo studio delle fonti di un corpus musicale che esprime una identità profonda del nostro territorio di appartenenza attraverso una rivalutazione e valorizzazione di questo tipo di cultura.

Il Corso, che inizierà a Febbraio per terminare a Maggio, è rivolto a tutti, non è necessario alcun prerequisito se non quello di aver voglia di cantare in gruppo in modo diverso, attingendo ad un patrimonio musicale e lessicale andato quasi perduto.
Gli incontri, a cadenza settimanale della durata di due ore ciascuno, sono suddivisi in una parte teorica
(esplorazione storica e sociale del contesto di riferimento, ascolto e analisi dei canti) e in una parte di repertorio, che consiste nell'apprendimento di canti della tradizione popolare a una o più voci.

CIRCOLO FILOLOGICO MILANESE
INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI PRESSO LA SEGRETERIA
dal lunedì al venerdì ore 10-18
Le iscrizioni vanno effettuate entro 27/01/12



giovedì 5 gennaio 2012

MiBAC e il Coro ANA degli anni '50

Girovagando sul sito del  Ministero per i Beni e le Attività Culturali "MiBAC" ci si imbatte nell'Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi che in collaborazione con le Biblioteche Nazionali custodisce un gran numero di Beni Sonori e Audiovisivi.
Ci siamo imbattuti nel Catalogo Generale Parlophon 1958 contenente i 78 giri a quell'epoca a disposizione alla Carish di Milano. Anche quindi i primissimi 78 giri del Coro datati 1954/1955 e ne riportiamo un estratto qui nella foto.

Troviamo poi anche una piccola documentazione audio, 30 secondi ogni brano, delle primissime incisioni del coro. I primi due brani del 1954 sono Maria Giòana / Ciao Morinela e quindi del 1955 Soto la pergolada / Sai nèn perchè (al reggimento).


mercoledì 4 gennaio 2012

Ricerca dei canti popolari

Articolo di Tino Dalla Valle pubblicato su "Il Resto del Carlino" del 12/03/1983 
E chi conosce una canzone?
Ricerca dei canti popolari. Un patrimonio prezioso che va disperdendosi.

MILANO. Il canto popolare è finito? Sembra di sì, se si ascoltano certe sconsolate dichiarazioni di uno che se ne intende: Massimo Marchesotti, direttore del celebre coro dell'Associazione Nazionale Alpini di Milano. "Il canto popolare ha finito di esistere - dice Marchesotti - a causa dei mezzi di comunicazione di massa, finito l'isolamento delle vallate alpine od appenniniche, dei paesi lontani da Dio e dal mondo nella pianura padana, dalle risaie del vercellese alle marcite del delta; l'etere invaso da canzoncine popolari o sedicenti tali, vengono a mancare le stesse premesse per la nascita e lo sviluppo del canto autenticamente popolare, cioè frutto della vita quotidiana della gente più umile".

Sono venuto nello studio di Marchesotti, in una strada animata di negozi e commerci della Milano più attiva, credendo di trovare un musicista ed ho trovato invece un pittore di buone qualità, un pittore professionista che ha l'hobby della musica e la coltiva - dopo avere studiato al Conservatorio - dirigendo quel coro dell'ANA che dà concerti e incide dischi con una continuità invidiabile.

Solo nel 1982 nelle sue varie esibizioni pubbliche il coro ha avuto complessivamente 30-35 mila spettatori. Da ricordare il particolare il concerto dato il 29 luglio in piazza Maggiore a Bologna, sotto la famosa conchiglia.
"Da bambino cantavo in parrocchia - dice il maestro Marchesotti - alla Barona che allora era all'estrema periferia di Milano. Eravamo un gruppo di giovani piuttosto affiatati e siamo rimasti molto amici tanto che, nonostante le diverse temperie della vita, oggi dieci di noi sono ancora insieme in questo coro alpino; e ci siamo da oltre trent'anni. Io sono entrato nel 1955, ma già da prima avevo cominciato a raccogliere ed armonizzare canti popolari girando in Lombardia, sia in pianura che nelle valli, sino in Svizzera, in Valle d'Aosta, nel Veneto. Così ho potuto verificare personalmente l'osmosi di certi canti che passano da una regione all'altra, da un paese all'altro modificando di poco o nulla la melodia e soltanto qualche volta le parole".

Così, lei mi dice, c'è una continuità nei canti popolari al di qua e al di là delle Alpi?
"Certo, anche se non sempre e non in tutti i luoghi. Ma ad esempio, ci sono canti diffusi e raccolti in Svizzera come I cacciatori che sembra essere di origine lodigiana; Coglieremo un ramo di fior che certamente proviene dalla nostra Brianza; I giovanotti al sabato sera che è nato in alta Italia e per molte primavere ha risalito le vallate con i pastori e i mandriani lungo il sentiero dei castroni per raggiungere gli alpeggi di Coira e dell'Engadina oltre al passo dello Spluga. Anche E l'ha taglià i suoi biondi capelli che noi eseguiamo nella versione della Valtorta (Bergamo) è una canta popolare di origine arcaica diffusa in tutta l'Europa in varie lingue o dialetti. Io stesso ho raccolto in Val Trompia, nel bresciano Cara moglie di nuovo ti scrivo che è un breve drammatico ritratto della vita degli emigranti fuggiti dalla miseria del loro paese nativo per trovare lavoro in qualche località del centro e nord Europa."

Quali sono le sue ultime scoperte?
"Il muratore una sequenza di villotte raccolta non da me, ma da Franco Coggiola nel 1966 presso Vimodrone; Cara moglie già ricordata, Se passè da casa mia registrata nel 1974 in Val Rendena nel Trentino da una vecchietta di novant'anni ed En cò de l'éra (in cima all'aia) raccolta nel 1979 a Cigole, un paese della bassa bresciana. Tutti questi canti, armonizzati da me o da altri, sono entrati a far parte del repertorio del nostro coro che ora sta svolgendo anche una importante funzione didattica. Infatti, oltre ai 15-20 concerti che facciamo ogni anno ci sono numerose sedute studio presso varie scuole con lezioni sull'origine e la storia dei canti popolari e dimostrazioni sul modo di effettuare le prove, prima per sezioni poi tutto il coro unito. Aggiunga due serate ogni settimana per le prove e vedrà qual è l'impegno dei nostri coristi".

Mentre Marchesotti parla mi sembra di capire che il futuro del canto popolare non è poi così nero come lui ha detto all'inizio. Gli chiedo se proprio non ci sono speranze.
"Forse. La colpa è anche nostra se questo patrimonio va perduto. La struttura della società è cambiata, non so se meglio o peggio".